Se volessimo adeguarci alla narrazione fatta di slogan attorno alla vicenda del termovalorizzatore di Santa Palomba, potremmo dire che la propaganda è rimasta sepolta sotto la prima pietra posata ieri dal Sindaco Gualtieri.
A leggere i giornali di oggi, si tratterebbe di una giornata storica. In realtà, quella di ieri è stata soprattutto una tappa simbolica: un gesto che segna certamente uno spartiacque nella vicenda del termovalorizzatore, ma che rappresenta, in fondo, il sigillo finale di un percorso politico iniziato molto tempo fa.
Un percorso nel quale la politica, trasversalmente, ha avuto un ruolo chiaro e determinante: dal Partito Democratico, che quell’impianto lo ha fortemente voluto, a Fratelli d’Italia, che avrebbe avuto strumenti e occasioni per fermarlo e invece ne ha accompagnato il percorso, fino all’inserimento nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio.
Non serviva la prima pietra per capire che Gualtieri e il Partito Democratico non si sarebbero fermati. Così come era evidente, ed è evidente da anni, che Rocca e Ghera, Presidente e assessore ai rifiuti della Regione Lazio (di Fratelli d’Italia) avrebbero consentito all’impianto di proseguire il proprio iter. La realtà dei fatti era sotto gli occhi di tutti.
Per questo, durante questa campagna elettorale, le sfilate di candidati sindaco di Fratelli d’Italia nel territorio, impegnati in atti tanto roboanti quanto sostanzialmente inutili contro la costruzione dell’impianto, sono apparse drammaticamente demagogiche. Così come sono sembrate poco credibili le urla di senatori ed europarlamentari in Piazza Carducci, soprattutto di fronte al silenzio tombale della Schlein che assisteva impassibile accanto.
Ora che la posa della prima pietra sembra aver definitivamente chiuso anche l’ultima stagione di speculazione elettorale, è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà e assumerci una responsabilità collettiva: dire la verità ai cittadini.
Per questo rivolgo ufficialmente un invito ai miei competitor nella corsa a Sindaco di Albano: apriamo un tavolo di confronto serio su come affrontare questa nuova fase. Il tempo degli atti simbolici, delle urla e dell’alimentazione delle paure è finito.
Adesso servono serietà, competenza e proposte concrete.
I cittadini di Albano meritano di più. Chiunque si candidi a governare questa città, indipendentemente dallo schieramento politico, ha il dovere di lavorare affinché Albano non venga esclusa dai processi decisionali e dalle garanzie necessarie.
Parliamo, ad esempio, di:
• monitoraggio ambientale pubblico H24, con pubblicazione in tempo reale dei dati sulla qualità dell’aria e delle acque;
• controllo diretto dei Comuni sulla gestione dell’impianto;
• vere compensazioni ambientali per il territorio;
• sistemi concreti e verificabili della situazione ambientale dell’area garantiti da soggetti istituzionali pubblici – CNR, ad esempio
Sono soltanto alcuni spunti di lavoro. Ma è da qui che bisogna partire.
Per questo ripubblico – nel primo commento a questo post – il video che avevo già condiviso qualche settimana fa e che sintetizza la mia posizione e la mia proposta. Se qualcuno penserà che abbia “predetto il futuro”, commetterà un errore: questa situazione è chiara da anni. Semplicemente, a qualcuno è convenuto raccontare altro.
Il tempo degli slogan è finito. È il tempo della responsabilità.
