Sono Luca Andreassi, ingegnere e docente universitario.
Da sempre mi impegno per Albano Laziale, la città in cui sono nato, in cui vivo e a cui sono profondamente legato.
Da amministratore ho raggiunto risultati importanti, nella gestione dei rifiuti e nella realizzazione di opere pubbliche, ma ho sempre sofferto la mancanza di quello che ritengo essenziale per dare a Albano il ruolo che merita: un sistema fatto di conoscenza, visione, coraggio e di un vero patto di fiducia con i cittadini.
In un mondo che muta a una velocità senza precedenti, se cambiare è difficile, non cambiare è fatale. Albano non può più permettersi di essere governata inseguendo i problemi, sopravvivendo tra le emergenze. È il momento di voltare pagina: programmare, prevedere e costruire il futuro della città.
Per questo scelgo di candidarmi a sindaco, con un progetto autonomo e indipendente, che unisca nuove energie e rompa i vecchi equilibri della politica. Voglio una città che valorizzi le proprie identità, quartiere per quartiere. Non più Albano periferia di Roma. Non più Cecchina e Pavona periferie di Albano.
Albano è la porta dei Castelli Romani, città di storia, identità e spiritualità e deve poter riscoprire il proprio valore. Cecchina deve essere il quartiere a misura di persona, dove si vive bene. Pavona il quartiere dinamico, polo sportivo e giovanile.
Sogno una città capace di prevedere, grazie a dati, sensori e analisi che permettano di anticipare i problemi. Voglio una città capace di innovare e di diventare un punto di riferimento oltre i propri confini, connessa con il mondo e in dialogo con Roma e con tutto il territorio dei Castelli Romani, per attrarre opportunità, investimenti e nuove possibilità di sviluppo.
Voglio che Albano rinasca come Laboratorio Civico, coinvolgendo cittadini, università, centri di ricerca e imprese. E soprattutto voglio una città che offra ai giovani opportunità vere, perché possano scegliere di restare e costruire qui il loro futuro.
Nuove idee. Nuove persone. Nuova visione. È Il momento di cambiare davvero. È il momento di fare la differenza. Insieme.
Perché noi siamo stufi degli slogan, delle urla, dei nemici inventati. Siamo stanchi dei lamenti che non portano da nessuna parte. È ora di rimettersi a lavorare, ma bisogna farlo sul serio per costruire una nuova classe dirigente fondata non sulla convenienza ma sulla competenza
Significa avere una visione, significa progettare e proteggere il futuro. Significa immaginare la città che vorremmo avere fra vent’anni ma iniziare a costruirla oggi, da subito. Significa coinvolgere le persone, ma non sulla base delle chiacchiere, non sulla base delle promesse, sulla base di un progetto vero, reale e serio.
Il coraggio di scegliere, di decidere anche quando è difficile. Di prendere delle decisioni anche se sono impopolari. Di fare sempre ciò che è giusto, non ciò che è più facile.